Midgar fece uno sforzo di volontà per sollevare la testa e guardarlo in faccia; l’angelo era accucciato di fronte a lui. C’era qualcosa nel suo sguardo che non gli piaceva. Non c’era da stupirsi che persino gli altri angeli lo temessero.
“Non più di tanto”, rispose strafottente.
Un lieve gemito di dolore gli sfuggì dalle labbra quando Soifhe gli afferrò i capelli, facendogli tirare indietro la testa con violenza.
“Non hai a che fare con un cherubino, animale”, soffiò irritato. La sua voce era divenuta affilata come frammenti di vetro. “Forse mi hai sottovalutato, ma non sono un angelo comune, né tantomeno un ragazzino.”
Insospettabile Peccatore
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